Vosne-Romanée 1er Cru Cuvée Duvault-Blochet 2021 Domaine Romanèe Conti

199,99 

Romanée-Conti Vosne-Romanée 1er Cru Cuvée Duvault-Blochet

L’eleganza segreta del Domaine: un Premier Cru raro, firmato DRC

La Cuvée Duvault-Blochet è l’unico Premier Cru prodotto dal mitico Domaine de la Romanée-Conti. Un vino raro, destinato agli intenditori più attenti, che unisce l’austerità raffinata della Côte de Nuits all’eleganza senza tempo dello stile DRC. Proveniente da una selezione di giovani vigne situate nei Grand Cru del Domaine (Romanée-Conti, La Tâche, Richebourg e Romanée-St-Vivant), questo vino prende il nome da Jacques-Marie Duvault-Blochet, storico proprietario e artefice della grandezza della tenuta.

Origine e Filosofia

Premier Cru da cuori Grand Cru

La Cuvée è ottenuta dalle giovani vigne dei Grand Cru della tenuta, che non sono ancora idonee a far parte delle cuvée principali. Tuttavia, l’approccio in vigna è identico: agricoltura biodinamica certificata, rese bassissime e attenzione maniacale a ogni singola pianta. Il risultato è un Premier Cru che porta la firma DRC, ma con un carattere più accessibile, fresco e immediato.

Vinificazione

Metodo tradizionale, firma inconfondibile

La fermentazione avviene in tini di rovere con lieviti indigeni, senza controllo termico artificiale. Dopo la fermentazione malolattica, il vino matura per circa 16-18 mesi in barrique nuove di rovere francese. Nessuna chiarifica o filtrazione. Ogni dettaglio segue lo stile del Domaine: purezza, trasparenza, profondità.

Note di Degustazione

Un Premier Cru dalla finezza sorprendente

Colore

Rosso rubino brillante, con sfumature violacee nei primi anni.

Profumo

Naso elegante, su toni di piccoli frutti rossi, violetta, spezie fini, sottobosco e una delicata nota affumicata. La firma minerale è evidente.

Gusto

Al palato è succoso, lineare, con tannini setosi e una freschezza vibrante. La struttura è più leggera rispetto ai Grand Cru, ma l’allungo finale è raffinato e persistente, con richiami di ciliegia croccante, tè nero e grafite.

Abbinamenti Consigliati

Un vino da alta gastronomia, ideale con:

  • Petto d’anatra ai frutti rossi

  • Filetto di manzo alle erbe

  • Risotto al tartufo nero

  • Piccione arrosto

  • Formaggi a crosta fiorita (Brie de Meaux, Chaource)

Temperatura di Servizio

14–16°C, si consiglia leggera ossigenazione in caraffa per le annate più giovani.


Scheda Tecnica

Nome completo: Vosne-Romanée 1er Cru “Cuvée Duvault-Blochet”
Produttore: Domaine de la Romanée-Conti
Classificazione: Premier Cru
Vitigno: 100% Pinot Noir
Zona di produzione: Vosne-Romanée, Côte de Nuits, Borgogna (Francia)
Agricoltura: Biodinamica certificata
Vendemmia: Manuale con cernita severa
Fermentazione: Spontanea in tini di rovere con lieviti indigeni
Affinamento: 16–18 mesi in barrique nuove
Filtrazione: Nessuna
Gradazione alcolica: Circa 13–13,5% vol
Produzione: Estremamente limitata
Disponibilità: Prodotto solo in alcune annate

Categoria:

Descrizione

Domaine de la Romanée-Conti

L’essenza assoluta della Borgogna. Un mito costruito sul rigore, la terra e il tempo.

Il Domaine de la Romanée-Conti, noto semplicemente come DRC, rappresenta molto più di un produttore di vino: è un’icona globale, un simbolo di perfezione enologica nato nel cuore della Côte de Nuits, a Vosne-Romanée. La storia del Domaine è secolare, intrecciata con quella del vigneto che porta il suo nome – la Romanée-Conti – già celebre nel XVIII secolo, quando fu conteso da nobili e cardinali. L’attuale forma del Domaine si consolida nel XX secolo grazie alla famiglia de Villaine e alla famiglia Leroy, che condividono ancora oggi la gestione e la visione di questa leggendaria azienda. I vigneti del DRC sono tutti Grand Cru, situati nelle parcelle più nobili della Borgogna, da La Tâche a Richebourg, da Romanée-St-Vivant a Montrachet. La produzione è estremamente limitata, e ogni bottiglia incarna una ricerca estrema di purezza, profondità e coerenza con il terroir.

In vigna: biodinamica rigorosa e rispetto integrale del terroir

Nel Domaine non si fa agricoltura biologica per moda, ma per convinzione assoluta. I vigneti del DRC sono certificati biodinamici da molti anni, ma il rispetto per la terra precede qualsiasi certificazione. Il lavoro agricolo è interamente manuale, compresa la vendemmia, e l’approccio è fondato sulla massima espressione del cru. Ogni pianta è seguita come un individuo; nessuna forzatura, nessuna irrigazione, nessun uso di prodotti chimici di sintesi. I rendimenti sono straordinariamente bassi – tra i più bassi di tutta la Borgogna – e questo, unito all’età media elevata delle vigne, porta a uve di una concentrazione e di una complessità senza pari. Il concetto chiave è il tempo: tempo per ascoltare il terreno, per osservare la vite, per attendere la maturazione perfetta. È solo così che nasce un vino capace di attraversare i decenni.

In cantina: rigore, gravità e un classicismo quasi religioso

La vinificazione al DRC è di un rigore monastico, basata sull’osservazione meticolosa di ogni micro-lotto. I grappoli sono selezionati uno a uno, con una cernita maniacale. La fermentazione avviene in tini di rovere con lieviti indigeni, spesso con grappolo intero, e senza alcun controllo artificiale delle temperature. Il mosto segue il proprio ritmo, senza interventi meccanici. Dopo la fermentazione, i vini affinano per circa 18 mesi in barrique nuove al 100%, ma sempre con l’obiettivo di non coprire l’identità del vino. Non c’è spazio per scorciatoie o compromessi. Ogni cuvée viene imbottigliata senza filtrazione, al termine di un’evoluzione lenta, precisa e silenziosa. Il risultato è un vino fuori dal tempo, senza moda né concessioni, capace di parlare con una voce unica, eterea, vibrante.

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