Descrizione
Cantina Sete
Storia del progetto Sete
La Cantina Sete nasce nel 2013 a Priverno, nel cuore della valle del fiume Amaseno, in provincia di Latina, da un’idea condivisa di Emiliano Giorgi, Arcangelo Galuppi e Martina D’Alessio. Fin dall’inizio, il progetto si pone un obiettivo chiaro e ambizioso: dare voce a un territorio spesso rimasto ai margini del racconto vitivinicolo italiano, ma dotato di una forza naturale straordinaria. Qui, tra la Pianura Pontina e la Ciociaria, a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Circeo, il paesaggio è un equilibrio continuo tra mare e montagna, vento e sole, umidità e luce. Sete nasce come risposta contemporanea a una storia agricola antica, con l’intento di restituire dignità e centralità a vigneti storici e a varietà locali troppo a lungo sottovalutate.
La filosofia in vigna
La filosofia agricola di Sete si fonda su un rispetto profondo e radicale per la natura e per i suoi ritmi. L’azienda lavora circa cinque ettari di vigneto suddivisi in dodici parcelle, molte delle quali ospitano viti con oltre cinquant’anni di età, autentici patrimoni genetici del territorio. Questi vigneti sono coltivati secondo principi biologici certificati, con interventi minimi e grande attenzione alla vitalità del suolo. Le lavorazioni manuali sono centrali, così come l’osservazione costante della vigna, considerata un ecosistema complesso e vivo. Varietà autoctone come Ottonese (Bombino Bianco), Moscato Bianco e Malvasia Puntinata trovano qui un ambiente ideale per esprimere carattere, identità e profondità.
L’approccio in cantina
In cantina, Sete adotta un approccio coerente e rigoroso, basato sull’idea di non interferire con ciò che l’uva esprime naturalmente. Ogni parcella viene vinificata separatamente per preservarne le specificità, attraverso fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e senza l’impiego di additivi o coadiuvanti enologici. Non vengono effettuate correzioni tecniche né interventi standardizzanti: il vino segue il suo percorso naturale, guidato dal tempo e dall’equilibrio interno. Questo metodo produttivo permette di ottenere vini vivi, dinamici, capaci di evolversi e di raccontare con sincerità l’annata e il luogo di origine, senza filtri né maschere.
Identità, territorio e visione
Il progetto Sete è sintetizzato perfettamente dal motto “Niente da aggiungere”, una dichiarazione di intenti che va oltre la tecnica e diventa visione culturale. Il vino non è pensato come un prodotto da costruire, ma come un alimento vivo, espressione diretta di un’agricoltura sana e consapevole. Ogni bottiglia riflette il dialogo tra suolo, clima e mano dell’uomo, senza scorciatoie o compromessi. Sete interpreta il vino naturale come strumento di racconto territoriale e come atto agricolo prima ancora che enologico, contribuendo a ridefinire l’identità vitivinicola del Lazio meridionale con autenticità, coerenza e profondità.





Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.